Alzarsi in volo: quando la speranza sembra impossibile
Riflessione biblica per la RAI FVG
C’è un’immagine che torna spesso nei sogni, nei miti, nelle storie che ci raccontiamo da millenni: quella di un uccello che si libra in volo. Un’aquila, un falco, un gabbiano… poco importa. Quello che conta è la sensazione: la leggerezza, la libertà, il vento che ti solleva. Eppure, c’è un momento, in quella stessa immagine, che nessuno racconta mai. È il momento prima del volo. Quando l’aquila è ancora a terra, con le ali spiegate, ma qualcosa la trattiene. Un peso. Una catena. O semplicemente la paura di non farcela.
Duemila e cinquecento anni fa, un uomo – non sappiamo nemmeno il suo nome – parlò a un popolo che conosceva bene quella sensazione. Erano gli ebrei in esilio a Babilonia: strappati dalla loro terra, costretti a vivere in una città straniera, senza più templi, senza più certezze. Si chiedevano: ‘Dov’è Dio? Ci ha dimenticati?’. Erano stanchi. Disperati. Alcuni avevano smesso di credere in qualsiasi cosa. Altri si erano arresi, dicendo: ‘Tanto non cambia nulla’. Altri ancora avevano scelto di adattarsi, di vivere come i vincitori, come se la speranza fosse solo una favola per bambini.
Ma quell’uomo, chiamiamolo ‘il profeta della consolazione’, non parlò di punizioni divine o di colpe da espiare. Parlò di ali. Disse: ‘Quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano’. Non era un invito a fingere che tutto andasse bene. Era una promessa: anche quando ti sembra di non farcela, c’è qualcosa che ti solleva. Anche quando le ali sembrano troppo pesanti, c’è un vento che ti spinge.
Ora, non so se crediate in Dio, nel destino, o solo nella forza dell’essere umano. Ma so che tutti, prima o poi, abbiamo bisogno di sentire che non siamo soli. Che la fatica non è l’ultima parola. Che anche quando ti sembra di essere bloccato, c’è una parte di te – o qualcosa fuori di te – che ti dice: ‘Prova ancora’.
Pensateci: quante volte avete visto qualcuno rialzarsi dopo un fallimento? Un amico che ha perso tutto e ha ricominciato. Una persona che ha attraversato una malattia e ha trovato una nuova passione. Un genitore che, nonostante la stanchezza, trova ancora la forza di sorridere. Non sono supereroi. Sono persone che, in un modo o nell’altro, hanno sperato. Hanno accettato di non avere tutte le risposte, ma hanno continuato a credere che la vita valesse la pena di essere vissuta. Anche quando sembrava impossibile.
E tu? Dove ti senti bloccato oggi? Forse in una relazione che non funziona. In un lavoro che ti prosciuga. In una solitudine che pesa come un macigno. O magari non è niente di specifico: è solo quella sensazione di ‘non ce la faccio più’. Le parole di quel profeta antico non ti chiedono di fingere che vada tutto bene. Ti dicono solo questo: non sei solo. Anche quando ti sembra di precipitare, c’è qualcosa – o Qualcuno – che ti tiene. E forse, proprio in quel momento, stai già imparando a volare.
Non so se le ali servano per volare lontano o solo per ricordarci che siamo fatti per il cielo. Ma so che, ogni volta che ci sentiamo come quell’aquila a terra, c’è sempre una possibilità: quella di spiegare le ali un’altra volta. E di scoprire, magari, che il vento era lì da sempre.
Jens Hansen
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