Breve intervento al vespro ecumenico di Codroipo

Efesini 4,1-13

questa sera ascoltiamo un brano che sembra scritto proprio per un vespro ecumenico: Efesini 4.

Paolo ci ricorda anzitutto il fondamento che già ci unisce invitandoci a riconoscere ciò che è già comune:

Questo è il nostro terreno solido: non un’idea, non un sentimento vago, ma un’opera di Dio già presente in noi. Siamo più uniti di quanto pensiamo, perché è Cristo stesso la nostra unità.

Su questo fondamento, Paolo descrive anche lo stile con cui vivere questa unità:

«Siate sempre umili, cordiali e pazienti; sopportatevi a vicenda nell’amore».

L’unità non si costruisce a colpi di organizzazione o di strategia, ma con la piccola fedeltà quotidiana all’umiltà, alla mitezza, alla pazienza.

L’ecumenismo comincia lì: nel modo in cui pensiamo e parliamo gli uni degli altri, nel passaggio dal “voi” al “noi”.

Poi il testo fa un passo ulteriore e parla dei doni:

Possiamo leggerlo oggi così: lo stesso Signore ha donato diverse Chiese, diverse tradizioni, diversi carismi. Non per dividerci, ma perché, nella diversità dei doni, il suo corpo cresca.

L’unità di cui parla Paolo non è uniformità. Non è essere tutti uguali, con le stesse forme e gli stessi accenti. È piuttosto una sola fede vissuta in una molteplicità di doni.

Se mettiamo al centro Cristo, allora le differenze non sono più una minaccia, ma una ricchezza da condividere.

Possiamo allora imparare gli uni dagli altri:

– la profondità biblica, – la ricchezza liturgica e sacramentale, – l’attenzione ai poveri, – la vita comunitaria, – la cura del dialogo, della pace, del creato…

Tutto questo non è “mio” o “tuo”: è dono dello Spirito alla Chiesa di Cristo, più grande dei nostri confini visibili.

Paolo conclude dicendo che siamo in cammino verso una pienezza che ancora non vediamo, ma che già pregustiamo ogni volta che, come stasera, stiamo davanti a Dio insieme.

Chiediamo allora al Signore in questo vespro: che ci faccia custodire con amore ciò che già ci unisce – uno Spirito, una fede, un battesimo – e ci insegni a vivere con gratitudine e rispetto la diversità dei doni, perché il mondo possa riconoscere, anche attraverso di noi, che Cristo è uno e il suo amore è per tutti. Amen.

Jens Hansen Mastodon

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