Comandamento
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Comandamento.
Una parola che forse non ci entusiasma particolarmente.
Eppure i dieci comandamenti sono conosciuti da moltissime persone. Alcuni li ricordano ancora a memoria, altri forse soltanto per sentito dire.
Ma a che cosa servono davvero?
A prima vista sembrano soprattutto delle regole: fai questo, non fare quello. E così possiamo facilmente pensare che appartengano a un mondo antico, molto lontano dal nostro, e anche a un Dio di altri tempi, un Dio legislatore e giudice.
Ma è proprio qui che il testo biblico ci invita a cambiare la prospettiva. Come? Facciamo qualche esempio dei 10 comandamenti che in molti conoscono.
«Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo».
Un comandamento sul riposo.
Sembra quasi strano, oggi. Viviamo in una società nella quale dobbiamo essere continuamente attivi, produttivi, efficienti. Fare di più, produrre di più, consumare di più.
E invece la Bibbia ci dice: fermati.
Prenditi un giorno per non fare, ma semplicemente per essere.
Forse non è soltanto un comandamento per proteggere noi stessi. Forse è anche un comandamento che riguarda la terra sulla quale viviamo.
Abbiamo consumato molto oltre i nostri limiti. Abbiamo preso dalla terra più di quanto essa possa continuare a darci.
Forse imparare a riposare noi potrebbe aiutare anche il pianeta a respirare.
Prendiamo un altro comandamento: «Non rubare».
Siamo abituati a pensare che rubare significhi prendere qualcosa che appartiene a un'altra persona.
Ma che cosa succede quando prendiamo qualcosa che appartiene a chi verrà dopo di noi?
Quando consumiamo risorse che non saranno più disponibili per le generazioni future? Quando distruggiamo la natura per ottenere profitto?
Anche questo è un modo di rubare.
Un ultimo esempio: il comandamento: «Non attestare il falso contro il tuo prossimo».
Anche questo è sorprendentemente attuale. Viviamo in un tempo nel quale le informazioni sono moltissime, ma non sempre la verità è importante. Si possono negare fatti evidenti, manipolare informazioni, diffondere notizie false. E alla fine a pagare il prezzo sono spesso gli altri, soprattutto i più vulnerabili.
Questi esempi ci fanno capire che i comandamenti non sono affatto una raccolta di regole antiche.
Sono una domanda rivolta a noi: come vogliamo vivere? E che cosa vogliamo mettere al centro della nostra vita?
Gesù lo ha espresso in modo molto semplice: amare Dio, amare il prossimo, amare se stessi.
E questo è il punto.
I comandamenti non sono fatti per rendere la nostra vita più pesante. Sono lì per proteggerla. Per ricordarci che non siamo soli, che le nostre scelte hanno conseguenze sugli altri e sul mondo nel quale viviamo.
Per questo non dobbiamo trasformarli in leggi che fanno male.
Il loro scopo è un altro: aiutarci a vivere insieme, nella solidarietà, nel rispetto, nella misericordia e nell'amore.
E forse, in un mondo che ci spinge continuamente a pensare soltanto a noi stessi, non è affatto una cosa da poco.
È un modo per imparare, ancora oggi, a vivere.
Jens Hansen
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