Legge e Vita

Meditazione per la RAI FVG

Ci sono persone che hanno fame.

Sembra una cosa impossibile da dire nel nostro mondo. Abbiamo cibo in abbondanza, supermercati pieni, ristoranti, prodotti che arrivano da ogni parte del mondo. Eppure, anche vicino a noi, ci sono persone che fanno fatica a mettere insieme un pasto dignitoso.

E nello stesso tempo una grande quantità di cibo viene sprecata e buttata via. Questa contraddizione dovrebbe farci riflettere.

Perché il problema non è soltanto quanto cibo abbiamo. È anche il modo in cui abbiamo organizzato la nostra società, le nostre regole, le nostre priorità. Nel Vangelo che abbiamo appena ascoltato, Gesù si trova davanti a una situazione molto semplice: i suoi discepoli hanno fame.

Eppure esiste una regola religiosa che, in quel momento, sembra impedire loro di fare ciò che stanno facendo.

Gesù pronuncia allora una frase che va ben oltre quella situazione: «Il sabato è stato fatto per l'uomo, e non l'uomo per il sabato».

È una frase straordinariamente moderna.

Perché ci ricorda che le regole sono fatte per le persone, e non le persone per le regole.

Naturalmente abbiamo bisogno di regole. Senza regole non possiamo vivere insieme. Ma ogni tanto dobbiamo avere il coraggio di chiederci: questa regola serve ancora la vita? Protegge le persone? Aiuta chi è più fragile? Oppure, in qualche situazione, finisce per produrre esattamente il contrario di quello che dovrebbe?

Pensiamo alla povertà. Se una persona ha fame, la prima domanda non dovrebbe essere: «Quale regola impedisce di darle quel cibo?». La prima domanda dovrebbe essere: «Come possiamo fare perché questa persona possa mangiare?» Sembra una differenza piccola. In realtà cambia completamente il modo di guardare la realtà.

Gesù ci invita a mettere la persona prima della norma. E questo vale anche per molte altre situazioni della nostra vita. Quando una persona è sola, prima della procedura viene la sua solitudine. Quando qualcuno viene escluso, prima della regola viene la sua dignità. Quando una famiglia non riesce ad arrivare alla fine del mese, prima delle statistiche viene la sua vita concreta.

Forse questa è una delle cose più radicali che Gesù ci ha insegnato: Dio non è interessato prima di tutto alla nostra capacità di rispettare delle regole. Dio è interessato alla nostra vita.

Un Dio che vuole che l'essere umano viva, respiri, trovi libertà e dignità. E allora anche la fede cambia. Non si tratta più soltanto di chiedersi: «Che cosa posso o non posso fare?». La domanda diventa: «Che cosa posso fare perché la vita, mia e degli altri, possa essere più piena?»

È una domanda semplice, ma tutt'altro che facile. Perché ci costringe a guardare oltre le regole e oltre le nostre abitudini. Ci chiede di vedere la persona che abbiamo davanti.

E forse, ogni volta che dobbiamo scegliere tra una regola e la vita, possiamo ricordare le parole di Gesù: il sabato è stato fatto per l'uomo, e non l'uomo per il sabato.

In altre parole: le nostre regole, le nostre istituzioni, la nostra economia, la nostra società hanno senso soltanto se sono al servizio della vita. Quando lo dimentichiamo, è la vita che finisce per pagare il prezzo. Quando invece mettiamo la vita al centro, allora possiamo davvero parlare di libertà, di giustizia e anche di Vangelo.

Jens Hansen Mastodon

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