Scelta criminale degli USA

Micaela Frulli, prof.ssa Ordinaria Diritto Internazionale. Università di Firenze:

“Non è una crisi dell’ordine globale. È il suo smantellamento deliberato a colpi di presunti valori occidentali. Questo non è disordine. È una deriva inarrestabile. È una scelta criminale, terrorista. Terrorizzare il mondo per ridurlo alla sudditanza.

A Gaza, lo diciamo da tempo, siamo davanti a un genocidio conclamato. Relatori e commissioni di inchiesta dell’ONU hanno denunciato il genocidio. La Corte internazionale di giustizia ha constatato il rischio plausibile di genocidio. Questo avrebbe dovuto fermare tutto, soprattutto l’Europa e l’Italia, e invece non ha fermato nulla. Quando un genocidio non solo non scuote la coscienza pubblica, ma non produce alcuna conseguenza politica, significa che il diritto è già stato messo da parte. Significa dare il via libera ad altre violazioni, ad altri abusi.

Eccoli, dunque, gli altri abusi

I dazi sono usati come armi, come se l’interdipendenza fosse una colpa da punire.

Groenlandia e Panama sono evocate come territorio di conquista, come se l’autodeterminazione fosse un dettaglio e non un principio. La Palestina ci aveva avvertito.

L’Ucraina diviene solo un giacimento di terre rare da sfruttare, senza un cenno alle centinaia di migliaia di civili morti nel conflitto.

L’Iran è trattato come il nemico perfetto per dimostrare come la minaccia preventiva permanente prende il posto della diplomazia.

E infine, in Venezuela, passa senza sostanziale condanna il sequestro e la deportazione di un Presidente straniero, mentre il suo paese viene colpito militarmente, come se niente fosse. Legittimo o no, dittatore o meno, quella intrapresa dagli Stati Uniti di Trump non è la strada.

Siamo alla normalizzazione dell’arbitrio: la forza che precede la legge, l’azione che sostituisce il giudizio, il potere che si autoassolve. E l’arbitrio è solo violenza che prepara altra violenza.

Quando il diritto viene sistematicamente violato senza conseguenze, la risposta non è simbolica, è pratica: invocare e pretendere il rispetto del diritto internazionale. Chiedere ai governi responsabili, se ancora ce ne sono, di farlo. Chiedere giustizia. Non servono nuove regole, basta applicare quelle esistenti. Il diritto internazionale non è facoltativo. E se smettiamo di difenderlo adesso, non lo ricostruiremo domani.”

3 gennaio 2025

Jens Hansen Mastodon

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