Sinodo celeste straordinario
Registrazione per Radio RAI FVG
Anno 2 avanti Cristo.
Nel silenzio del cielo si apre un sinodo straordinario. Sono presenti tutti i grandi: Adamo ed Eva, Abramo, Isacco e Giacobbe, Mosè e Aronne, i rappresentanti delle dodici tribù, i profeti, le schiere degli angeli.
Il Presidente si alza:
«Vi ho convocati perché stanno per avvenire cambiamenti epocali. Finora mi sono legato in modo particolare a Israele, il mio popolo eletto e amato. Ma è giunto il tempo dell’universalità: da ora in poi il nostro agire sarà globale.»
Mormorio in sala. Abramo è turbato:
«Che ne è delle promesse? Sono stato fedele alla tua parola… I patti non valgono più?»
I rappresentanti delle tribù si agitano. Dan prende la parola:
«Tu ci hai guidati fuori dall’Egitto, ci hai scelti tra tutti i popoli. Come puoi rinunciare alla nostra elezione esclusiva?»
Il Presidente risponde con calma:
«Non rinnego la mia scelta: voi restate il mio popolo eletto. Tutto ciò che ho fatto finora l’ho fatto per voi. Ma io sono il creatore del cielo e della terra: prima ancora di chiamarvi, avevo nel cuore l’intera umanità. Ora voglio compiere fino in fondo questo disegno.»
Poi guarda il suo Assistente: «Spirito, illustra il progetto.»
Lo Spirito avanza:
«Ciò che i profeti hanno annunciato ora deve compiersi. Il progetto si chiama “Messia”. Non basta più parlare dall’alto: dobbiamo andare dagli umani. Vogliamo che vedano una luce nelle loro tenebre, che trovino una sorgente di giustizia, pace, amore. Per questo il Presidente ha deciso di mandare suo Figlio nel mondo.»
Un sussulto attraversa l’assemblea. Isacco sussurra: «Mandare suo Figlio? È troppo…»
Ma tutti percepiscono la grandezza di quel gesto.
«Come accadrà?» domanda qualcuno. «Con un’apparizione di angeli? In quale città?»
Lo Spirito risponde:
«Per raggiungere davvero gli uomini dobbiamo diventare uno di loro, carne e ossa. Fra due anni, a Nazaret, una giovane donna, Maria, fidanzata con Giuseppe della stirpe di Davide, concepirà e partorirà un bambino. Sarà il Figlio del nostro Presidente. Si chiamerà Gesù.»
Resta da decidere il luogo della nascita. Qualcuno propone Gerusalemme, centro della fede. Altri Roma, capitale dell’impero, per una nascita trionfale che tutti vedano.
Il Presidente scuote il capo:
«Mio Figlio non entrerà nella storia secondo le logiche del potere. Il mondo è segnato da violenze, guerre, ingiustizie, solitudini. Io voglio portare un’altra luce: la luce dell’amore. Tu, Michea, un giorno hai detto: “Da te, Betlemme, Efrata…” È deciso: mio Figlio nascerà a Betlemme, un villaggio ai margini.
Voglio scendere nell’angolo più remoto del mondo, nella povertà, per farmi vicino a chi si sente lontano, indegno, perduto. Per chi cammina nelle tenebre.»
L’assemblea comprende il mistero racchiuso in questa scelta.
E dalle schiere celesti si leva un inno che riempie il cielo e la terra:
«Gloria a Dio nei luoghi altissimi
e pace in terra agli uomini che egli ama.»
Jens Hansen
Mastodon
Se vuoi avere informazioni sulle attività, puoi cliccare qui su Udine o Gorizia
Appuntamenti Gorizia
Appuntamenti Udine