sofferto per me

meditazione per l'incontri con la Bibbia di RAI FVG

Franco (nome cambiato) è un ragazzo che frequenta la terza elementare. Non vive da sua madre che non riesce a crescerlo. Franco è in affido in una famiglia della chiesa che cerca di dargli una casa e degli affetti che finora non ha ricevuto. Non è facile. Spesso si ritira nella sua stanza e sta lì in silenzio per ore. Da solo, nella sua stanza, si sente al sicuro. Qui nessuno lo può ferire. Qui sta in pace con se stesso. Talvolta però deve uscire dalla sua stanza, dal suo castello che lo protegge, e affrontare il mondo. Andare a scuola. Lì si trova molto vulnerabile. Si sente piccolo, anche perché in effetti è più piccolo degli altri.

Gli altri si accorgono. Bambini possono essere crudeli. Così Franco non è amato nella classe. Non capiscono che Franco nella incertezza della sua vita ha bisogno di strutture chiare. Se non è strutturato quello che affronta, la sua incertezza diventa aggressività. E se uno dei suoi compagni poi risponde alla sua violenza, Franco urla. I suoi genitori affidatari non sanno cosa fare. La sofferenza di Franco fa male e loro vorrebbero tanto trovare un modo per liberarlo da essa.

La madre affidataria cerca di dare sicurezza a Franco anche quando torna da scuola nei giorni più critici, quando la sua aggressività ha fatto danno. Talvolta non riesce a calmarlo. Franco è ferito fino in fondo. Si sfoga e lei che vuole essere una buona madre per questo bambino dato in affido, sente tutta la rabbia che c’è in Franco. Lo abbraccia più di un’ora, lo fa sfogare, urlare e alla fine piangere. Alla fine sono esausti entrambi.

Lei, la madre affidataria, frequenta la chiesa. Talvolta porta con se Franco. Così anche per il culto del venerdì santo. Franco è affascinato dall’uomo crocifisso e dai racconti che ascolta durante il culto. Tornato a casa dice: “anche quest’uomo ha sofferto tanto. Come me.”

Alla madre vengono le lacrime. “Sì, Franco”, sussurra, “anche lui ha sofferto. Lui sa come ci si sente quando tutti sono contro te. Lui lo ha sperimentato. Sa cosa è il dolore. E se tu gli racconti di te e dei tuoi dolori, ti capisce.”

Per Franco questo era una consolazione. La madre gli regala una croce per ricordargli le parole appena dette. Due settimane dopo Pasqua vanno di nuovo al culto e ascoltano il brano che anche noi abbiamo letto.

Franco ascolta attentamente. E la madre ricorda quanto ha detto il venerdì santo. Certo, non è buono se la sua incertezza diventa violenta aggressività. Si può aspettare da un ragazzo che nella sua vita spesso non ha sperimentato cosa significa essere amato di essere pacifico? Tornato a casa rilegge il brano: mediante le sue lividure siete stati guariti. E lo traduce per se e per Franco: poiché uno conosce le mie ferite e le condivide, posso farmi guardare e medicare le mie ferite. C’è uno che conosce cosa significa essere ferito, che conosce quindi anche le ferite che la vita ha inferto a Franco.

Perciò è possibile rompere il circolo vizioso della aggressività, può interrompere il meccanismo che fa si che Franco riesce a sopportare le sue ferite solo ferendo altri. Può imparare a vedere di essere amato, di ammetterlo e di cambiare il suo comportamento verso gli altri.

Ecco, non sofferenza per redimersi, ma trovare nel Risorto colui che mi capisce con tutto ciò che ho nel cuore e nella mente, sapere di non essere abbandonato ma di avere qualcuno che mi porta fuori e fa si che la sofferenza possa passare. Egli lo fa come pastore e guardiano delle nostre anime.

Jens Hansen Mastodon

Se vuoi avere informazioni sulle attività, puoi cliccare qui su Udine o Gorizia
Appuntamenti Gorizia
Appuntamenti Udine